Catturati in F.O.To

“sotto al mare”, è un’associazione di promozione sociale nata ad aprile del 2019 dalla passione e la determinazione di chi l’ha fondata e che vive grazie a ricercatori e volontari che dedicano a questa piccola realtà tempo ed energia.

Come vengono raccolti i dati?

Da giugno del 2019 l’APS sotto al mare dà il via alle uscite di eco turismo a bordo di “mamma uno” un gommone di 6 metri in compagnia di uno staff preparato ed appassionato composto da biologi e naturalisti competenti e qualificati che mettono la loro professionalità e le loro conoscenze a disposizione degli ospiti a bordo che partecipano alle uscite di eco turismo consentendoci il sostentamento delle uscite e permettendoci la raccolta di importanti dati scientifici.

Durante i nostri incontri con gli abitanti del mare, effettuiamo una “cattura” (solo fotografica ovviamente!!) da qui il nome del nostro progetto Catturati in F.O.To in cui F.O.To ha un duplice significato, rappresenta infatti anche l’acronimo delle aree che investighiamo: Fiumicino, Ostia e Torvaianica.

Come ci muoviamo all’interno della nostra area di studio?

Per investigare la nostra area di studio partiamo dal canale dei pescatori di Ostia (dal rimessaggio Nautica Fabietti) per proseguire dirigendoci verso una delle due aree di discontinuità, rispetto al circostante e monotono fondo sabbioso, presenti al suo interno.

La prima è rappresentata dalle due piattaforme petrolifere (non estrattive): R1 e R2 che si trovano a largo di Fiumicino in prossimità della Foce del Fiume Tevere.                         

Nel cerchio rosso evidenziata una delle due piattaforme petrolifere non estrattive che si trovano a largo di Fiumicino.

Queste due costruzioni rappresentano l’unico substrato duro in una distesa di sedimenti sabbiosi in un’area ricchissima dei nutrienti derivanti dal fiume; tutto questo fa sì che questa sia una zona molto ricca dal punto di vista biologico; non fanno eccezione i predatori (come i delfini) che sovente incontriamo in quest’area.

La seconda area di discontinuità è rappresentata dall’area marina protetta (AMP) Secche di Tor Paterno, un hot spot di biodiversità incredibile: una montagna che si erge dal fondo marino dai 50mt di profondità fino ai 18 ricchissima di vita, meta indiscussa di subacquei e appassionati.

“sotto al mare” ha siglato con l’ente regionale gestore dell’AMP (Roma Natura) un protocollo d’intesa che rappresenta un importante traguardo per contribuire a far conoscere e valorizzare questa area marina e nell’ottica del raggiungimento di importanti obiettivi comuni di divulgazione, sensibilizzazione conservazione e tutela della specie.

Protagonista indiscusso dei nostri incontri, chi ci conosce lo sa bene, il tursiope (Tursiops truncatus), una specie di delfino costiera che trova nell’area del litorale romano condizioni favorevoli che ne determinano una presenza costante nel tempo (alta fedeltà all’area).

Proprio per le sue abitudini costiere, il tursiope è particolarmente esposto alle attività umane. Fino ad una sessantina di anni fa sono stati uno degli obiettivi principali di campagne di eliminazione selettiva, durante le quali sono stati uccisi migliaia di animali appartenenti a questa specie.

In tempi più recenti le minacce principali sono rappresentate dalla diminuzione delle prede a causa dell’eccessiva attività di pesca,

la mortalità accidentale negli attrezzi da pesca

FOTO PRESA DAL WEB: https://app.emaze.com/@AWOLZFWI#2

e l’inquinamento.

Delfino con la pinna dorsale avvolta da una busta di plastica nera, foto catturata durante un’uscita di eco turismo del 2019 dell’APS sotto al mare

La popolazione Mediterranea è classificata come “vulnerabile” nella lista rossa dell’IUCN.

Durante gli incontri con questi meravigliosi mammiferi marini la “cattura” fotografica assume un’importanza fondamentale in quanto ci consente di trarre molteplici informazioni utili a fini di ricerca scientifica.

Grazie alla tecnica della foto identificazione, è possibile discriminare i singoli individui che costituiscono un pod (o una porzione di esso), e di poterli riconoscere nel tempo grazie all’analisi delle foto scattate (con attrezzatura altamente professionale) che ci permette di riconoscere i “marchi” (forma, colorazione, tacche e graffi) presenti sulla pinna dorsale degli animali che lo rendono unico e differente da ogni altro suo simile.

I marchi possono essere derivati da cause assolutamente naturali come l’interazione tra individui o abrasioni accidentali, oppure antropiche spesso derivate dall’interazione con gli attrezzi da pesca o collisioni con imbarcazioni che, nei casi più gravi, sono evolute in vere e proprie mutilazioni.

Dalle “catture” fotografiche effettuate durante gli incontri con i tursiopi, oltre a distinguere i singoli individui che compongono il gruppo incontrato e quindi stimarne il numero, è possibile ricavare anche molte altre informazioni.

Grazie alla cattura fotografica eseguita con attrezzatura professionale si potranno osservare i marchi naturali presenti sulla pinna dorsale dell’individuo che ne permettono l’identificazione; una volta catalogato si controllerà se nelle successive catture fotografiche dei successivi avvistamenti è presente o meno quel dato individuo procedendo alla costruzione della capture history di quel dato individuo.       

Generalmente le femmine sono meno marcate dei maschi per le minori interazioni sociali che hanno con i propri conspecifici, tuttavia anche le femmine hanno un pattern di tacche e graffi che le rendono assolutamente uniche e riconoscibili.

tacche e graffi che

A volte questi magnifici animali si esibiscono in salti straordinari, questo tipo di comportamento, oltre ad essere estremamente affascinante e sorprendente è anche molto utile, infatti spesso ci permette di determinare il sesso dell’individuo.

salti che permettono la determinazione del sesso dell’animale, sullo sfondo il porto di Ostia.

Oltre all’osservazione diretta dell’area genitale (visibile durante i salti o grazie alle riprese subacquee) che ci permette di determinare il sesso dell’animale esso lo si può determinare anche grazie alla stretta associazione tra un individuo adulto ed un individuo appena nato (new born) o giovane; in questo caso sappiamo che si tratta di un individuo di sesso femminile in quanto sono esclusivamente loro a prendersi cura della progenie.

Spesso durante i nostri incontri abbiamo il piacere di osservare coppie mamme-cucciolo, sovente con cuccioli nati da pochissimo. E’ facile capire quando i cuccioli sono molto piccoli in quanto è evidente e chiara la presenza di righe verticali presenti sul suo corpo, queste sono il residuo delle pieghe fetali di quando il piccolo si trovava nel ventre materno.

È sempre un’emozione unica contemplare questi splendidi animali, soprattutto quando si tratta di coppie mamma-cucciolo, ma è importante farlo sempre scegliendo di osservarli, liberi, in natura!!

Sono animali sociali ed abituati a percorrere distanze enormi, la cattività per loro (come per altre specie) rappresenta una grandissima sofferenza di cui non dobbiamo renderci complici.

Anche quando li si osserva liberi in natura bisogna osservare delle regole di condotta per evitare di recare disturbo a queste specie.

 “sotto al mare” è parte integrante del tavolo tecnico-scientifico dell’Osservatorio Ambientale: lo strumento operativo di partecipazione qualificata sui temi ambientali di cui il Municipio Roma X si è dotato ed insieme ad altri esperti abbiamo creato un  “codice etico volontario di comportamento in presenza di specie marine selvatiche” contenente informazioni per il riconoscimento delle principali specie marine pelagiche che è possibile incontrare lungo le nostre coste e le regole di buona condotta da adottare in presenza di questi animali.

Quando si avvista un gruppo di cetacei, qualsiasi essi siano è molto importante:

– non avvicinarsi troppo e diminuite immediatamente la velocità

-cercate di mantenere una velocità costante da mantenere per tutta la durata dell’incontro.

-stare in silenzio a bordo del natante e non emettere suoni per cercare di attirarli

-approcciarli lateralmente, mettendosi paralleli alla loro direzione di nuoto, non puntarli mai!!

-non incrociare mai la rotta degli animali

-osservare attentamente la risposta degli animali alla vostra presenza, se vedete che cambiano comportamento unendosi o disperdendosi in seguito al vostro arrivo, o li vedete sbattere la coda sulla superficie dell’acqua, allontanatevi

-non immergetevi mai con gli animali

-non fornire mai cibo

Ricordiamoci che anche possono sembrare animali che non ci farebbero mai del male invece sono animali selvatici che, come tutti, soprattutto in presenza di piccoli possono diventare aggressivi, bisogna sempre avere rispetto e mantenere la giusta distanza!

La conoscenza favorisce il rispetto: conoscere la fauna marina che popola il nostro mare ed avere la consapevolezza di come intervenire su ciò che ne rappresenta un pericolo sono obiettivi importanti che la nostra associazione si prefigge di raggiungere con il suo lavoro;